Alluvioni:  Arno 2000 – La Svolta

novembre 27, 2019. by

Toscana Democratica delle elezioni regionali del 2000.

Nell’anno in corso, caratterizzato ancora da nuovi terribili disastri idrogeologici in Calabria, Piemonte e

Valle d’Aosta, abbiamo scelto di dedicarci

soprattutto all’analisi della nuova stagione di progettazione, realizzazione e gestione degli interventi programmati dalle Autorità di Bacino, all’approfondimento del tema relativo ai cambiamenti climatici e ai nuovi sistemi di previsioni meteo.

Con questo convegno nei giorni che ricordano l’alluvione del 1966, celebriamo invece l’inizio dell’attuazione del Piano di Bacino dell’Arno, che si caratterizza per la sinergia con gli Enti e le Istituzioni che operano sul territorio, con la condivisione dei dati e dei sistemi, con le competenze pubbliche e private spesso reciprocamente incomunicabili, con le realtà tecnologicamente e scientificamente avanzate che operano in Toscana, a partire dal Laboratorio per la Meteorologia e la Modellistica Ambientale della Regione Toscana.

L’obiettivo che si va finalmente raggiungendo è quello di mettere in rete il meglio dell’alta tecnologia e della scienza a servizio dell’ambiente per la sicurezza del territorio. In un’epoca in cui l’incremento della popolazione mondiale e dei consumi energetici sta causando un repentini cambiamenti climatici, non si tratta solo di operare tramite azioni di monitoraggio, ma di elaborare modelli previsionali in funzione dei cambiamenti climatici stessi, per giungere a determinare con ottima approssimazione il mutamento qualitativo, quantitativo e geografico delle situazioni di rischio.

Si propone quindi un “modello toscano”, in cui l’Amministrazione, ricollocandosi al ruolo di coordinamento e indirizzo, ha individuato nell’Autorità di Bacino il punto di forza per un corretto coordinamento e gestione integrata del territorio. Attorno ad essa verrà reimpostato tutto il sistema di monitoraggio e di gestione in tempo reale delle osservazioni idro-pluviometriche connesse con i sistemi di previsione e di allerta, anche attraverso l’attivazione di grandi progetti nazionali ed internazionali e l’accesso alle risorse comunitarie

. L’introduzione di dati acquisiti mediante satellite consentirà non solo l’avvio di nuove procedure e la standardizzazione a livello internazionale di modelli operativi calibrati anche su ampie zone d’Europa, ma permetterà altresì una visione integrata di fenomeni che raggiungono intensità particolari ed estrema localizzazione, che con gli attuali sistemi di misura e controllo non si è in grado di acquisire e percepire.

Ma l’introduzione di un più efficiente metodo di allerta non può bastare: il Forum dei VERDI

prosegue nella denuncia di un uso sconsiderato delle risorse a livello mondiale, e del territorio a livello nazionale.

L’Italia, è stato scritto recentemente, “è un paese di montagna che si sente di pianura”

. Dal Friuli alla Sicilia, abitiamo in un territorio troppo vulnerabile per essere gestito con così poca attenzione. La più grande opera pubblica, nonostante qualche accenno di un cambiamento di sensibilità degli ultimi governi di centro-sinistra, è quella della rinaturalizzazione del territorio.

A questo proposito, il Forum, che recentemente ha esteso il proprio raggio di azione oltre che alla difesa del suolo, alla gestione delle risorse idriche, costituisce un importante momento di confronto tecnico-scientifico e politico per ribadire i principi fondamentali per politiche di corretta gestione affinchè l’operazione di recupero e di riassetto idrogeologico dei luoghi rispetti ed assecondi i naturali processi geologici in atto: i versanti ed i fondovalle siano rinaturalizzati; si proceda, senza indugi, alla messa in sicurezza o delocalizzazione delle abitazioni a rischio e all’abbattimento delle costruzioni abusive lungo gli alvei e le zone a rischio frana; le reti infrastrutturali non producano effetti pericolosi per la vita umana negli episodi alluvionali; siano rispettate le norme sui lavori pubblici per l’affidamento di appalti attraverso gare trasparenti e con monitoraggio delle fasi di attuazione.

Ricordiamo infine l’importanza della tutela del paesaggio. Il patrimonio ambientale rappresenta una risorsa importante per molte zone d’Italia. Non a caso, si è svolta proprio qui a Firenze lo scorso 20 Ottobre la cerimonia per la firma della convenzione europea del paesaggio, che sarà rapidamente ratificata dagli Stati membri del Consiglio. Questo documento riconosce tra l’altro che “il paesaggio svolge importanti funzioni di interesse generale, ambientale e sociale, e costituisce una risorsa favorevole all’attività economica, e che, se salvaguardato, gestito e pianificato in modo adeguato, può contribuire alla creazione di posti di lavoro”.

Le proposte emerse