No Al Progetto Litorale-lungomuro

ottobre 10, 2019. by

Conferenza stampa del 17-11-2000

progetto litorale: in aula i rappresentanti locali di ds, rifondazione, popolari e democratici ignorano le richieste dei verdi e dei cittadini e non permettono lo svolgersi di un dibattito democratico delegando l’approvazione allo stesso progettista, il direttore della circ. finziquale tutela ambientale? il progetto prevede la cementificazione del lungomare di ponente e di parte dell’arenile, impedirà la visuale del mare: un inno al cemento ed uno schiaffo alle migliaia di cittadini che hanno firmato contro il mare in gabbia i verdi presenteranno una interrogazione in merito al consiglio comunale ed un esposto agli enti di controlllo

IL PRESIDENTE ORNELI FAVORENDO QUESTA AZIONE DI FATTO NON È PIÙ GARANTE DELLA MAGGIORANZA DI CENTRO SINISTRA E SI FA PROMOTORE DELL’ENNESIMO PROGETTO DI CEMENTIFICAZIONE DEL LUNGOMARE E DI AZZERAMENTO DELLA VISUALE MARINA.I VERDI DELLA XIII PRENDONO LE DISTANZE DAGLI ATTEGGIAMENTI DEGLI ESPONENTI LOCALI DS, RIFONDAZIONE, POPOLARI E DEMOCRATICI: QUESTE PERSONE TRADISCONO LO SPIRITO DEL CENTRO SINISTRA, SE I PARTITI NON CI ASCOLTANO, CI ASCOLTERANNO I CITTADINI.

convocata l’assemblea generale degli iscritti verdi della xiii, delle associazioni ambientaliste e dei comitati di difesa ambientale per discutere la grave situazione creatasi e promuovere una consulta verde circoscrizionaleIl gravissimo atto di forza compiuto nella seduta del Consiglio del 16 novembre, da DS, Rifondazione, Popolari e Democratici, che hanno impedito la discussione in aula del progetto litorale delegandone l’approvazione allo stesso progettista, arch. Finzi, conferma definitivamente una tendenza degli esponenti locali di questi partiti ad azzerare le richieste provenienti dal mondo ambientalista.Dopo aver votato un piano di zona che prevede la realizzazione di circa 600.00 metri cubi di abitazioni, per oltre 5.000 nuovi residenti, in un’area posta a 2 metri sotto il livello del mare, noncuranti del pericolo ambientale e sociale che ciò comporta, gli esponenti locali del centro sinistra, coadiuvati dalle astensioni e dalle assenze strategiche del centro destra, pongono una inammissibile censura alle osservazione dei Verdi al progetto Litorale, un progetto che cementificherà il lungomare di ponente e nasconderà la visuale del mare con un muro alto 1,80 metri sul livello stradale.Queste persone, di fatto, tradiscono lo spirito di coalizione del centro sinistra, nel quale i Verdi credono ed al quale continuano a fare riferimento.

Lo stesso presidente Orneli, facendosi promotore di questa tendenza, esasperando continuamente gli animi con il suo eccessivo presenzialismo ed autoreferenzialismo, non intervenendo con la dovuta fermezza nel caso di problemi di primaria importanza (disfunzioni degli uffici anagrafici, mancata esecuzione delle ordinanze di demolizione degli abusi edilizi, ecc.), di fatto non è più garante della maggioranza, ma solo degli interessi di alcuni partiti e di esterni ad essi collegati.

L’atteggiamento assunto dagli esponenti locali di DS, Rifondazione, Popolari e Democratici, tradisce lo spirito della coalizione, si allontana dalle istanze di numerosi cittadini e comitati, determinando un loro allontanamento dai valori espressi dal centro sinistra (fatto gravissimo a pochi mesi dalle elezioni nazionali e locali), valori nei quali i Verdi continuano a fare riferimento, ed obbliga i Verdi a prendere corentemente le distanze da una politica interamente concepita nelle sedi dei partiti e nei retrobottega delle sale istituzionali.Se le richieste dei Verdi risultano scomode a tal punto da essere censurate, i Verdi considereranno come unici referenti i cittadini.Nei prossimi giorni convocheremo un’assemblea generale dei nostri iscritti alla quale inviteremo anche le associazioni ambientaliste e i comitati di difesa ambientale, per promuovere una Consulta Verde circoscrizionale, tentando di costruire un soggetto democratico forte ed in grado di far valere le sue ragioni per battere una politica locale incompetente e personalistica.

I Verdi della XIII Circoscrizione

Il progetto Finzi , direttore tecnico della XIII, in realtà squalifica il litorale di Ponente creando una barriera alta 2 metri circa, che nasconderà il mare, e gettando una enorme colata di cemento inutile e costoso (6 miliardi pubblici, mentre Ostia si allaga ed i servizi non funzionano).Il progetto Finzi , mai approvato dalla Circoscrizione ma solo dallo stesso autore, dichiara falsamente di essere una manutenzione straordinaria , ma in realtà, ai sensi della legge 457/1978, art. 31, comma b, non lo è (interventi di manutenzione straordinaria, le opere e le modifiche necessarie per rinnovare e sostituire parti anche strutturali degli edifici, nonché per realizzare ed integrare i servizi igienico-sanitari e tecnologici, sempre che non alterino i volumi e le superfici delle singole unità immobiliari e non comportino modifiche delle destinazioni di uso).

La verità sul progetto Litorale – Finzi – Lungomuro

Si tratta di un progetto (denominato pubblicamente Progetto Litorale ) approvato dal Comune di Roma con del. N. 3067 del 10 aprile 1985, per il quale sono stati impegnate £ 5.000.000.000 con delibera G.M. 8846/86 (mutuo IMI), e successivamente altre £. 1.000.000 (nota dip. XIII Comune di Roma, n. 62170 del 18 ottobre 2000), ed altre £ 150.000 (XIII Circoscrizione, piano investimenti 2000), per un totale quindi di circa £, 6.150.000.000- Fra gli autori e promotori del progetto è l’attuale Direttore Tecnico della XIII Circoscrizione Arch. Franco Finzi. Il progetto è stato, come si nota, è stato congelato per circa 15 anni ed è stato riproposto nel secondo semestre del 2000.Tale progetto, nel corso di una conferenza dei servizi tenutasi il 3 novembre 2000, ha ricevuto i nulla osta da parte degli organismi competenti, e particolarmente quelli del Dip. X Ambiente, del Comune di Roma, e della Soprintendenza BB.AA.AA.

Nell’ambito di una seduta del consiglio della XIII Circoscrizione, tenutasi in data 16 novembre 2000, nella quale si doveva discutere e votare una delibera concernente tale progetto, dapprima è stata rifiutata sia una dettagliata esposizione del progetto (i cui elaborati erano pervenuti ai consiglieri solo pochi giorni prima) da parte del progettista, presente alla seduta; sia il rinvio della delibera al fine di valutare meglio gli elaborati. Infine, con una mozione presentata dal consigliere Silvio Ricci, e approvata dalla maggioranza, si è deciso di stralciare la delibera dall’ordine del giorno e di dare mandato al Direttore Tecnico, ovvero allo stesso progettista, il quale ha immediatamente siglatto una determinazione dirigenziale di approvazione (n. 3701 del 16 novembre 2000) ed ha conseguentemente provveduto ad inoltrare il progetto all’Ufficio Appalti e alla Ragioneria Generale del Comune di Roma per i conseguenti adempimenti In data 23 gennaio 2001, abbiamo saputo che non solo era stato già indetto il bando con procedura accelerata (pubblico incanto) ma che si era proceduto alla apertura delle buste .

Le nostre osservazioni:

1. Il progetto presentato prima del 16 novembre 2000 risulta sostanzialmente diverso da quello approvato nel 1986. Tuttavia i fondi impegnati per la copertura della spesa necessaria alla manutenzione straordinaria di cui all’oggetto, sono in larghissima parte provenienti invece dal progetto originario approvato nel 1986. Peraltro, la stessa denominazione della delibera presentata in Consiglio della XIII Circoscrizione dal Direttore. Finzi in data 16-11-2000, riporta la voce Manutenzione straordinaria Lungomare al posto della Realizzazione di Impianti ed Attrezzature per il riassetto del Lungomare , presente sul progetto originario.2. I nulla osta ambientali sono stati dati senza problemi poiché il progetto dichiara di non interessare l’arenile, mentre, come deducibile dalla comparazione tra i grafici del progetto e le misurazioni in situ, esso interessa per almeno 6 metri l’arenile (dato confermato da una perizia tecnica da noi richiesta. I pareri espressi nella Conferenza dei servizi del 3.11.2000 sono tra loro contrastanti in merito all’accertamento se l’intervento ricada su sede stradale o in parte sull’arenile. Pertanto appare evidente che oltre il parere fornito dal X Dip in sede di Confernza dei servizi, doveva essere espresso anche quello della Regione Lazio, in quanto materia non sub delegata ai Comuni3. L’insieme del progetto non risponde ai requisiti della manutenzione straordinaria come definita ad es. dall’art. 31, comma b, dalla Legge 457/78, in quanto: 1) nell’area (un lungomare) non è presente alcuna struttura tranne un muretto alto circa 80 cm che separa l’arenile dal marciapiede, 2) la struttura prevista consiste in una promenade realizzata in cemento posta ad un’altezza variabile sul livello stradale di 180-200 cm, 3) sono presenti alcuni grandi elementi aggettanti, sempre in cemento, che giungono a pochi metri dalla riva, e pertanto altera i volumi e le superfici (anzi, li realizza ex novo) ed in parte modifica l’attuale destinazione d’uso (i circa 6 metri di arenile)4. non risulta ancora chiaro se siano stati espletati tutti gli obblighi di legge necessari all’indizione del bando (pubblicità, ecc.).5. l’approvazione del progetto non può, a nostro parere, essere data senza l’approvazione del Piano Unitario degli Arenili (non ancora votato in Comune) e della regione Lazio (in base alle norme dei Piani Territoriali Paesistici). Peraltro il Consiglio Comunale non ha mai espresso parere sulla ultima redazione del progetto.6. il progetto approvato nel 1986, a nostro avviso, non è stato mai attuato dall’Amministrazione del Comune di Roma pur avendo documentata copertura economica per emergenti incompatibilità, sempre a nostro parere, con la normativa vincolistica in vigore sulle aree demaniali del litorale di Roma introdotta dalla legge 431/85 in attuazione della legge 1497/39 e la carenza dei relativi Piani Paesistici regionali.7. il riferimento alla Legge Regionale n. 88 del 1980 appare illegittimo in quanto il progetto di cui all’oggetto del presente esposto non è più quello di cui alla delibera di Giunta Comunale del 1986 anno in cui si era in carenza di Piani Paesistici approvati, ma è stato redatto nel 1999 in piena vigenza delle norme regionali a tutela delle coste, e che pertanto il fatto che la spesa per l’attuazione del progetto in questione non sia di natura regionale non esonera dall’acquisizione dei necessari pareri inerenti i vincoli imposti a tutela delle coste.8. con l’approvazione della risoluzione n. 82 del 6/11/98 il Consiglio della XIII Circoscrizione esprimeva la volontà di affidare ad un gruppo di lavoro coordinato dall’Arch. F. Finzi il coordinamento della progettazione di alcuni progetti di riqualificazione urbanistico-ambientale tra cui la redazione del Piano Attuativo delle Coste previsto dall’art. 15 delle N.T.A. del P.R.G di Roma, in cui non figura il mandato alla redazione di alcun nuovo progetto di riassetto del lungomare di Ostia Ponente, fornendo per lo scopo gli indirizzi urbanistico ambientali necessari, tra i quali vi era la chiara indicazione che nessun tipo di barriera anche se verde potesse occultare la visuale del mare.