Gatteschi

ottobre 10, 2019. by

C’è spazio per i Verdi nella società italiana.

L’ultima cosa da fare è cercare tra i Verdi rese dei conti, esclusioni e scioglimenti, dopo una sconfitta che ci coinvolge tutti, sia pure con responsabilità diverse.

Ci servono analisi lucide, serene e non improvvisate, che si basino su dati di fatto e non su accuse (dal vertice alla base: non vi siete impegnati abbastanza! O viceversa..).

Premessa

Facciamo parte di una coalizione sconfitta: non possiamo che prepararci alla rivincita, ed in questo senso la Toscana assume un ruolo fondamentale.

E’ la regione in cui l’Ulivo ha ottenuto il massimo dei voti; è la regione in cui l’Ulivo governa, e rappresenterà perciò un laboratorio politico in contrapposizione al governo centrale.

Di questo laboratorio i Verdi rappresentano parte essenziale, ricoprendo in più situazioni ruoli importanti di governo. La capacità del partito e dei singoli militanti di interagire con questa situazione istituzionale così particolare avrà perciò un aspetto particolarmente strategico, nella ricerca di concreti risultati di buongoverno di cui il centro sinistra ed i Verdi si possano arrogare il merito.

Sui Verdi

1. I Verdi hanno tuttora uno spazio potenziale consistente nella società italiana, come in molte società europee. Questo spazio è tanto più grande quanto più forte è la loro identità, intesa come proiezione nella politica dell’ecologismo. Cito:

* Quando Grazia Francescato, esponente ecologista di notorietà nazionale ed internazionale, ha assunto la carica di Presidente dei Verdi, i nostri risultati elettorali, che erano in calo da anni, sono migliorati assai (regionali 2000) perché è stata proposta un’identità chiara.

* In questa infausta elezione, nonostante un’immagine nazionale logorata dall’innaturale alleanza con lo SdI, quasi ovunque i Verdi si sono presentati da soli alle elezioni amministrative hanno raccolto più voti del Girasole (un esempio per tutti, sulle nostre potenzialità: a Grosseto, dove l’anno scorso alle regionali avevamo ottenuto l’1,4%, abbiamo conseguito alle elezioni comunali, come Verdi, il 2,3% e conquistato un consigliere (donna), mentre nello stesso comune, alle elezioni politiche il simbolo del Girasole è arrivato all’1,5%).

* Nel sondaggio pre-elettorale della SWG, da noi commissionato, ci veniva accreditato, come Verdi, un potenziale elettorale tra il 3 ed il 7%, legato alle tematiche ambientali, dove eravamo vincenti anche nell’elettorato di centro destra.

* Ogniqualvolta invece, come in questo caso, ci siamo confusi con altre tematiche e con alleanze politiche, l’elettorato ci ha punito. Sottolineo: l’elettorato, e non lo scarso impegno dei militanti.

2. La dirigenza nazionale dei Verdi ha indubbiamente compiuto una serie di errori, alcuni dei quali macroscopici (il Girasole sicuramente). Occorre però rilevare che non conviene a nessuno distruggere tutto quello che abbiamo e far precipitare una situazione già critica. Grazia Francescato rappresenta ancora per noi un patrimonio enorme, per l’ambientalismo che rappresenta e che incarna davanti al popolo italiano. Chiedo pertanto a Grazia di rimanere, con senso di responsabilità, a garantire il dibattito all’interno dei Verdi che dovrà sfociare nel rilancio di un soggetto politico fondato su una precisa identità ecologista, con un’organizzazione di tipo federale che rispetti maggiormente le realtà sul territorio, come era patrimonio delle Liste Verdi degli anni ’80.

3. “Solve et coagula”, partito dell’ambiente e dei consumatori, sono slogan completamente privi di senso. Rappresentano la ricerca di scorciatoie movimentiste e qualunquiste che non esistono (l’ennesima, buona ultima dopo il Girasole). Dobbiamo invece lavorare per una autonoma presenza dei Verdi nella società italiana, sul modello tedesco e/o francese, su contenuti precisi e su un lavoro territoriale ben programmato, più di sostanza e di contatti diretti che di immagine. Questo è ciò che i militanti e gli elettori chiedono ai Verdi.

4. Di sicuro è necessario, in questo senso, lasciarci alle spalle il Girasole, pensando di andare oltre ad un progetto che è stato sconfitto e che di fatto non è esistito. L’apertura alle varie parti di cui si compone la società è già patrimonio dei Verdi, anche se certo non in misura sufficiente: non è però cambiando etichetta che si può ottenere in maggiore misura, ma perseguendo obbiettivi e campagne sul territorio. I Verdi hanno già dimostrato di avere, da soli, maggiori capacità di penetrazione sociale di ogni aggregazione politico – elettorale di cui hanno fatto parte.

5. Questa sconfitta ci porta indietro di qualche anno: ma se non siamo capaci di stare all’opposizione e di lavorare seriamente nella società, recuperando i nostri errori e sviluppando i nostri punti forti, vuol dire che non siamo né credibili né affidabili.

6. Infine: anche e proprio in un momento difficile, manteniamo tra di noi serenità e fratellanza. Avere opinioni diverse è una ricchezza, e non ragione di insulti.

Un abbraccio