Ricorso Di 5 Consiglieri Comunali Avverso Il Progetto Impregilo

luglio 31, 2019. by

OGGETTO: Ricorso avverso delibera di Consiglio Comunale n°24 del 29/02/2000 “Project Financing – Approvazione proposta e gare”.

I sottoscritti Consiglieri Comunali di Sorrento con la presente avanzano formale ricorso avverso la delibera di Consiglio Comunale n°24 del 29/02/2000 con all’oggetto “Project Financing – Approvazione proposta e gara” esponendo quanto segue ad ogni effetto e conseguenza di legge.

PREMESSO

che in data 27/01/2000 il Consigliere Comunale Rosario Fiorentino ha presentato interrogazione rivolta al Sindaco senza ricevere alcun riscontro;

che successivamente in data 08/02/2000 con prot. n°4651 lo stesso ha presentato ulteriore interrogazione senza ricevere alcuna risposta;

che in data 24/02/2000 con prot. n°6840 il Consigliere Rosario Fiorentino ha depositato istanza con la quale ha segnalato la mancanza di ben 10 documenti obbligatori previsti dalla normativa per l’esame della proposta di deliberazione;

che quanto evidenziato con nota del 24/02/2000 veniva accertato anche nei giorni 25 e 26 febbraio;

che in data 28/02/2000 n°10 Consiglieri Comunali di Minoranza e Maggioranza hanno depositato agli atti la richiesta di rinvio del Consiglio Comunale per la mancanza dei seguenti pareri e documenti obbligatori: 1) bozza di convenzione; 2) studio di fattibilità; 3) piano economico finanziario asseverato da un Istituto di Credito; 4) computo metrico estimativo; 5) parere Collegio dei Revisori dei Conti; 6) parere del Dirigente del II Dipartimento; 7) parere ai sensi dell’art.17 comma 68 legge 127/97 del Segretario Generale; 8) parere di regolarità contabile ex art.53 legge 142/90; 9) dichiarazione dei privati interessati dall’intervento e relativa convenzione con il Comune; 10) studio archeologico preliminare dell’area interessata dell’intervento.

che il Consigliere Comunale Rosario Fiorentino in data 24/02/2000 con prot. n°6823 ha depositato nota al Sindaco di Sorrento ed a vari organi del Comune con richiesta di rilascio immediato degli atti, visto che pur avendo ricevuto lettera del 16/02/2000 di deposito degli atti presso l’Ufficio Tecnico Comunale non era riuscito fino a tale data ad avere la relativa documentazione;

che in data 28/02/2000 il Consigliere Comunale Rosario Fiorentino ha trasmesso documento in ordine al progetto IMPREGILO chiedendo l’inserimento negli atti depositati per la seduta del Consiglio Comunale del 29/02/2000;

che in riscontro alla richiesta di atti del Consigliere Rosario Fiorentino, il Sindaco con lettera del 07/01/2000 prot. n°387 ha dichiarato che “il progetto Impregilo verrà depositato solo nei prossimi giorni”, mentre invece risulta che il 09/08/1999 con prot. n°27167 la società Impregilo ha depositato agli atti del Comune di Sorrento l’intera documentazione e ciò in palese contrasto con la dichiarazione resa dal Sindaco con atto pubblico;

che il Prof. Michele Pizzo ha presentato propria relazione in data 23/02/2000 con prot. n°6751 avendo avuto incarico con determina n°77 del 21/02/2000 e pubblicata il 22/02/2000 (ciò avveniva con una rapidità discutibile per la complessità dell’argomento e la vastità degli atti depositati);

che tra l’altro il Sindacato UGL con lettera del 25/02/2000 prot. n°7085 ha diffidato il Sindaco di Sorrento ad esaminare l’argomento in quanto vi erano violazioni di legge.

– che nella seduta di Consiglio Comunale del 29/02/2000 il Sindaco pur di fronte a tale illegittimità ed irregolarità della proposta deliberativa ha approvato con l’assenza di tutta la minoranza la sopracitata delibera che qui viene integralmente impugnata per le violazioni di legge, irregolarità sopra esposte e per quanto qui di seguito viene ulteriormente precisato.

Alcuni pareri obbligatori sono stati presentati agli atti fuori termine massimo stabilito dallo statuto e dal regolamento comunale e del parere del Collegio dei revisori, tutto può dirsi tranne che è favorevole. Altro aspetto è quello della copertura finanziaria che va attentamente valutata ed accertata. Del resto è alquanto strano che venga prevista in bilancio una spesa di oltre 40 miliardi per la sola scala mobile mentre il Sindaco e il quotidiano “La Repubblica” parlano di un progetto complessivo (parcheggi, scala mobile, etc) di oltre 70 miliardi per poi aver depositato agli atti un progetto globale complessivo che viene stimato in appena 40 miliardi.

Tale circostanza assume gravità assoluta in quanto la mancanza del computo metrico (richiesta anche dall’Ing. Capo nel parere di regolarità tecnica anche questo espresso con una serie di dubbi, perplessità e con una richiesta di adempimenti non avvenuti) non consente in nessun modo di fare chiarezza sul costo complessivo ed effettivo dell’intera opera che secondo stime di tecnici dagli scriventi interpellati si aggirerebbe intorno ai 100 miliardi!!!

L’intervento ricade in diverse aree di proprietà private. Al riguardo mancato le concessioni dei suoli e le relative convenzioni con i privati interessati. Per non approfondire le cause in corso con la società commerciale Sorrentina per l’area del parcheggio Correale e la società SAILEM S.P.A. che ha in appalto la costruzione del Porto di Sorrento.

La costruzione del Porto di Sorrento già ha subito rilevanti varianti sia sotto il profilo urbanistico-ambientale che finanziario. L’ipotesi progettuale prospettata modifica strutturalmente i progetti approvati e finanziati.

I grafici allegati al progetto indicano la costruzione di parcheggi privati in pieno centro storico ed in violazione delle norme di attuazione del PRG e del PUT, in special modo si segnalano i parcheggi di Via Strettola S.Vincenzo, Via Luigi De Maio, Parco Lauro, Via degli Aranci e Vesuviana.

Violazione delle legge 109/94, in quanto oltre a quanto sopra esposto manca agli atti il Piano Economico Finanziario asseverato da un Istituto di Credito, la bozza di convenzione ed in generale tutta la procedura e disciplina che riguarda la procedura del Project Financing.

Violazione art.35 D.L.vo 77/95 che prevede la formalità di formazione dell’atto amministrativo con termini di possibilità di effettuare le spese solo se sussiste l’impegno contabile registrato sul competente intervento o capitolo di bilancio di previsione e l’attestazione della copertura finanziaria ex art.55 comma 5 legge 142/90.

Violazione della normativa di impatto ambientale e di tutela paesaggistica. Il progetto ricade prevalentemente in pieno centro storico. Mancano i pareri della Soprintendenza Archeologica e della Soprintendenza ai Beni Ambientali ed Architettonici. Manca una perizia geologica asseverata a fronte di un rilevante deturpamento del paesaggio e dello stato dei luoghi.

Violazione legge 241/90 e relativo regolamento.

Carenza di istruttoria. Non è stata effettuata un’analisi ex ante del progetto adeguata all’importanza dell’intervento, aspetto che non viene rilevato e costituisce ad ogni effetto un vizio di regolarità tecnica riferito al difetto di istruttoria. L’aspetto doveva prendere in esame i vari profili finanziari atti a validare la proposta stessa, per esempio un’analisi costi/benefici, costi/efficienza, costi/utilità, valutazione impatto ambientale e valutazione impatto sociale.

Illegittimità per contrasto con programmazione territoriale dal punto di vista urbanistico e dello sviluppo sostenibile.

Il modello proposto dal progetto IMPREGILO appare in aperto contrasto con la programmazione territoriale, che prevede un ruolo significativo del parco marino, ed in senso lato con la sostenibilità ambientale.

La stessa ipotesi di andare a regime in 8 anni è discutibile in quanto appare problematico che l’intera area e la città di Sorrento siano pronti a sostenere le varie condizioni collaterali in grado di assorbire le varie modifiche.

Lo sviluppo socio/economico dell’area previsto dagli indirizzi regionali (P.O.R.) appare in contrasto con le linee di sviluppo che sottende al progetto IMPREGILO.

Infatti il P.O.R. prevede, tra l’altro, per la Penisola Sorrentina per lo più di “qualificare le presenze turistiche omissis ….. attraverso azioni in un’ottica di sostenibilità ambientale e diversificazione produttiva”.

Pertanto la proposta in contrasto con questo riferimento non appare validata.

Appare pertanto indispensabile che si realizzi preliminarmente una attività di valutazione e controllo strategico circa l’intervento, così come voluta dalla normativa vigente (Cfr D.L.vo n°286/99, ecc).

Conferma di ciò si ha nell’assenza di istruttoria/parere dell’apposita task force (UTFP) prevista dal regolamento del CIPE del 09/06/1999 istitutivo dell'”unità tecnica finanza di progetto”.

Violazione della normativa sulla pubblicità, trasparenza ed imparzialità della Pubblica Amministrazione, così come fa rilevare un parere dell’ANCITEL che si allega agli atti perché venga considerato parte integrante e sostanziale del presente ricorso, dove tra l’altro occorre assicurare “le condizioni di effettiva conoscibilità del programma medesimo”.

Illegittimità per difetto di motivazione in relazione alla verifica dei dati e delle ipotesi progettuali.

L’ipotesi finanziaria di IMPREGILO parte da volumi finanziari che appaiono, in linea di massima, sovrastimati. Infatti si presuppone un tasso di piena occupazione dei posti auto dei parcheggi nel corso dell’intero anno e così per altri volumi.

La stessa relazione del Prof. Michele Pizzo non giudica approfonditamente le quantità, ma dà per lo più per buoni i numeri di partenza.

Lo stesso Prof. Pizzo sostiene che non ha gli elementi per effettuare la valutazione della coerenza dei volumi. Appare inoltre gravemente limitativa l’assenza della identificazione di 2/3 scenari alternativi in relazione ai volumi (per esempio con tassi diversi per le varie grandezze).

Ciò anche in considerazione del fatto che viene previsto un tempo molto limitato (2 anni) per la realizzazione dell’intervento, che appare non molto realistico per le numerose variabili in gioco, non ultima quella relativa alle condizioni geologiche ed archeologiche ed alla rilevanza architettonica di edifici toccati dall’intervento.

Ciò va considerato anche tenendo presente che nella realtà italiana il project financing non è ancora decollato anche perché non si ha certezza nei tempi di realizzazione delle opere pubbliche. In tale contesto più si abbassano i tempi di realizzazione, più aumenta il rischio operativo.

Occorre pertanto valutare anche l’effettiva capacità di rispetto dei tempi prefissati (2 anni).

Va anche evidenziato l’interesse dell’Ente a sviluppare anche ipotesi strutturalmente alternative (vedi “sistema di ascensori” per il quale è ipotizzabile applicare lo stesso regime di tariffa previsto con la scala mobile, ma che è sicuramente, da un punto di vista strutturale e gestionale, un sistema molto più flessibile ed economico), tenuto conto che buona parte dell’investimento resta a carico dell’Ente locale, che dovrà reperire i fondi tramite indebitamento.

Pertanto la proposta agli atti potrebbe essere ragionevolmente modificata anche con simulazioni di scenari alternativi sia in relazione ai volumi, sia per il profilo strutturale.

Nella valutazione va inclusa la convenienza finanziaria effettiva, la valutazione del rischio finanziario, l’incidenza del costo dei tassi di interesse e la variazione dei tassi, considerando che l’indebitamento previsto per l’Ente locale è significativo.

Tra l’altro la stranezza, se non la preoccupazione dell’intero intervento che richiede la massima trasparenza e pubblicità, concerne l’aspetto non secondario che sugli oltre 40 miliardi di investimento il Comune ha un onere cospicuo a proprio carico che non si riesce nemmeno a determinare. Quanto innanzi impone obbligatoriamente un’accurata valutazione ed un’analisi di fattibilità ex ante con il più rigoroso rispetto della pubblicità anche per la progettazione.

Vizi ed incongruenze degli atti e delle proposte preliminari.

Mentre si parla di un progetto preliminare in realtà si approva un progetto esecutivo con elaborati tecnici di dettaglio che costituiscono parte integrante e sostanziale della delibera approvata che di fatto la rendono illegittima per la palese contraddittorietà che interessa anche il procedimento, come innanzi evidenziato.

Per tutto quanto sopra esposto, i sottoscritti

CHIEDONO

che le SS.LL., ognuna per le loro rispettive competenze, esaminato il ricorso e gli atti richiamati, dispongano l’annullamento della delibera n°24 del 29/02/2000 pubblicata il 06/03/2000.

Fanno salvo ogni ulteriore azione a garanzia della pubblicità, trasparenza e legittimità dell’atto.

Distinti saluti.