Il Bambino Ecologico

giugno 2, 2019. by

270 GIORNI NELLA PANCIA DI MADRE NATURA

Duecentosettanta giorni, più o meno pochissimi, se confrontati ai ventisettemila circa che fanno tutta una vita. Ma è proprio in quei primi nove mesi nel grembo materno che si pongono le basi per una vita sana e godibile fino all’età più avanzata. Chiariamo subito che Madre Natura sa bene come e cosa fare perché durante la gravidanza il prodotto del concepimento riceva ciò che gli è utile per svilupparsi nel modo migliore. Ma gli attuali stili di vita e le condizioni ambientali soprattutto nelle grandi città (alimentazione frettolosa e inadeguata, polveri nell’aria, emissioni di motori e di impianti di riscaldamento, fumo di tabacco, vapori di vernici, certi detergenti, animali domestici poco curati, per citarne alcuni) mettono a rischio i complessi e delicati meccanismi della crescita e possono provocare conseguenze negative sul bambino. In questo senso, l’alimentazione è molto importante perché cibi e bevande possono nascondere alcune invisibili minacce che dobbiamo conoscere (ne accennerò in seguito) e che – a differenza di altri insulti che ci vengono dall’ambiente – possiamo evitare proteggendo così il bambino che nascerà.

Tralascio volutamente alcune ovvietà, come ad esempio i rischi connessi all’assunzione d’eccessive quantità di cibi. Si tenga presente che il popolare assunto “in gravidanza bisogna mangiare per due” non ha oggi alcun senso reale essendo nato in tempi lontani dai nostri, quando la possibilità di un’alimentazione completa ed equilibrata era appannaggio di pochi. L’attenzione va pertanto indirizzata semmai a mangiar meglio, non di più (grosso modo, il fabbisogno aggiuntivo in gravidanza è di circa 300 calorie al giorno, il che porta a 1800-2200 la necessità di calorie quotidiane). Se è utile aumentare la quantità di proteine, sali minerali e vitamine (ad esempio l’acido folico, una delle vitamine B contenuta nella frutta e nelle verdure a foglia scura, protegge da danni di sviluppo del sistema nervoso), da evitare sono le carni non cotte o poco cotte, i latti non pastorizzati e i formaggi cremosi, tutte potenziali fonti di batteri che possono danneggiare il bambino. Da evitare sono anche le bevande alcoliche (se dosi modeste di alcool possono a volte favorire parti prematuri e basso peso alla nascita, quantità elevate possono produrre anomalie fisiche e disturbi cognitivi e del comportamento difficili da correggere).

Un aspetto ormai caratteristico dell’attuale società dei consumi e della globalizzazione dei mercati è la smisurata offerta alimentare che viene dal mondo produttivo industriale. Ogni settore alimentare trabocca ormai di attraenti cibi già pronti per la tavola o soltanto da cuocere e non è facile resistere agli accattivanti messaggi che promuovono l’acquisto ed il consumo di questi alimenti. Proposti e purtroppo spesso accettati come formula ideale del mangiare quotidiano perché semplice da attuare, economica, rapida e sicura, questi cibi stanno confinando l’alimentazione tra le necessità quotidiane da soddisfare il più in fretta possibile. Di questo argomento, che meriterebbe forse qualche ragionato approfondimento di ordine generale, ci interessa qui l’aspetto della sicurezza per alcune sue connotazioni relativamente nuove e molto importanti (le invisibili minacce cui accennavo in precedenza).

Diciamo subito che dal punto di vista igienico – classicamente quello relativo alla presenza di batteri o di tossine batteriche – e nutrizionale gli alimenti di produzione industriale sono oggi ragionevolmente sicuri. Qualche perplessità viene dal fatto che quando consumiamo questo tipo di cibi introduciamo un gran numero di sostanze che nulla hanno a che vedere con i costituenti naturalmente presenti in quel cibo. Si tratta degli additivi chimici sintetici, famiglia numerosa e variegata di prodotti che vengono aggiunti nel corso delle produzioni per conferire ai cibi confezionati proprietà utili (stabilità nel tempo) o migliorative (dell’aspetto esteriore, della consistenza e del gusto).

La nostra attenzione e – mi auguro – ora anche quella del lettore, si focalizza oggi su una classe particolare di additivi, quelli cosiddetti “indiretti”, che si ritrovano cioè nei cibi non per aggiunta intenzionale e che provengono dai processi di lavorazione o dal contatto dei cibi con la confezione che li contiene (carta, plastica, collanti, inchiostri). Sono più di 3000 sostanze, alcune delle quali (ad esempio gli ftalati contenuti nel PVC morbido ed il bisfenolo A presente nel rivestimento interno in molte lattine) possono interferire con il sistema ormonale rappresentando un rischio per l’organismo in via di sviluppo. Le piccole quantità in cui ciascuna di queste sostanze è presente fa sì che esse non producano effetti evidenti nell’adulto. Pur a piccole dosi però esse, poiché hanno la tendenza a concentrarsi nei grassi e sono accomunate dalla capacità di interferire con i sistemi ormonali, possono accumularsi e disturbare l’azione degli ormoni materni che stanno guidando lo sviluppo del bambino.

Un accenno va infine dedicato agli inquinanti ambientali presenti nei cibi, un aspetto della sicurezza alimentare molto vasto ed attualissimo che interessa da vicino la salute del bambino anche – se non soprattutto – prima della nascita. La ricerca scientifica va accertando infatti che anche piccole quantità di pesticidi o di diossine e PCB, questi ultimi ormai tristemente noti al grande pubblico per le contaminazioni fraudolente che vengono periodicamente individuate anche nel nostro Paese, alterano il sistema endocrino e – analogamente a quanto descritto per gli additivi indiretti – possono danneggiare lo sviluppo del feto. Certe malformazioni anatomiche, un’aumentata suscettibilità alle allergie, difficoltà digestive, alcuni disturbi del comportamento e ridotta fertilità sono tra le possibili conseguenze dell’esposizione durante la gravidanza a queste poco amichevoli sostanze.

Una futura mamma che si alimenta con cibi freschi e puliti, correttamente conservati e cotti a dovere, che sceglie di non esporre più dell’inevitabile sé stessa e perciò il bambino che da lei nascerà alle sostanze di cui ho accennato e che ora anche lei conosce, che non si sottoporrà a eccessivo stress da lavoro e da svago e che riferirà al suo medico anche i piccoli disturbi sarà una mamma consapevole e giustamente soddisfatta per aver offerto solide garanzie di salute al proprio bambino ed avere privilegiato e rispettato i suoi diritti già da prima della nascita.

Qualche utile sito Internet sull’argomento:

Igiene in gravidanza