Difesa Dei Lavoratori Parasubordinati

giugno 11, 2019. by

Al Presidente del Consiglio Regionale della Toscana mozione in merito alla difesa dei lavoratori parasubordinati

IL CONSIGLIO REGIONALE

CONSIDERATO che la tipologia di contratto definita di “collaborazione coordinata e continuativa” costituisce una modalità di assunzione sempre più frequente, in gran parte di giovani alla prima occupazione, o comunque anche di persone di età più avanzata, come espulsi da altre occupazioni, ex casalinghe, emersi dal nero;

CONSIDERATO che tale tipologia contrattuale è particolarmente svantaggiosa per il lavoratore, denominato anche “lavoratore parasubordinato”, in quanto l’aliquota contributiva non permette quasi in nessun caso neppure il raggiungimento dei requisiti per l’assegno di pensionamento al minimo, oltre a non prevedere tutele quali la maternità, l’indennità di disoccupazione, la tutela sanitaria (in alcuni casi neppure la tutela infortunistica), la formazione continua, la presenza di contrattazione nazionale collettiva e quindi di minimi salariali, scatti di anzianità, riconoscimento di qualifiche professionali;

CONSIDERATO che il Collegato alla Finanziaria recante “Delega al Governo in materia previdenziale ….”, attualmente in corso di esame alla Camera dei Deputati, A. C. 2145, prevede l’innalzamento dell’aliquota contributiva, per i lavoratori parasubordinati, dal 13% al 16,9%, e che i proventi di tale incremento sono previsti andare a copertura del provvedimento di decontribuzione dal 3% al 5% per i nuovi assunti nelle imprese del Sud, e quindi è del tutto sottratto ai lavoratori parasubordinati per avvantaggiare in modo esclusivo le imprese;

CONSIDERATO che l’aliquota contributiva dovrebbe essere a carico per i 2/3 del datore di lavoro e per un 1/3 del lavoratore, ma che in assenza di riferimenti contrattuali e di minimi sindacali spesso è di fatto il lavoratore ad accollarsi per intero il versamento dei contributi;

CONSIDERATO che questo tipo di lavoratori appartengono generalmente a categorie socialmente non elevate, con una retribuzione media calcolata da alcune organizzazioni sindacali in 24,5 milioni di lire lorde, condizione che, unita alla precarietà, rende già oggi praticamente impossibile mantenere una famiglia o accendere un mutuo per l’acquisto di un’abitazione;

CONSIDERATO il rischio che l’approvazione dell’innalzamento di 4 punti percentuali dell’aliquota, senza alcun vantaggio per la categoria, spinga molti di questi lavoratori a passare o a tornare a rapporti di lavoro a nero;

IMPEGNA