No Al Mare In Gabbia!

marzo 6, 2019. by

L’attuale situazione del litorale, di circa 14,6 chilometri (esclusa la Riserva del Presidente della Repubblica) si configura con una percentuale di concessioni di circa il 54,8% di fronte mare contro il 45, 2% di spiagge libere. Per lunghi tratti, in alcuni casi anche di diversi chilometri (tratto dalla Riserva del Preidente al pontile) tale situazione proprio nei tratti più urbanizzati o centrali, vicino alle stazioni del collegamento ferroviario della Roma Lido, si configura con una percentuale del 6,1% di spiagge libere contro il 93,9 di concessioni.

Tale situazione costringe numerosissimi frequentatori estivi del litorale a usufruire delle lontane spiagge di Capocotta e Castel Porziano scarsamente collegate da mezzi di trasporto pubblici e con una viabilità (la litoranea) assoggettata al divieto di parcheggi e di larghezza limitata con inevitabili blocchi e congestionamenti del traffico oltre che inquinamento acustico e ambientale.

Il litorale del comparto A1-3 si presenta oggi agli occhi dei cittadini romani e dei turisti come una passeggiata lungomuro , delimitata e protetta da murature e inferriate continue appesantite da barriere di ogni tipo, dalle cannucce alla tela, alla plastica, se non addirittura con siepi ed arbusti, con il risultato di occultare totalmente la vista del mare, delle spiagge, dell’orizzonte quasi che l’arenile non fosse una proprieta demaniale in concessione per uso e godimento pubblico ma una sorta di villaggio turistico dove c’è spazio per ristoranti, discoteche, palestre, piscine ed attività commerciali.

Questo tipo di sviluppo turistico balneare, le cui caratteristiche sono tipiche nella loro unicità rispetto all’intero sistema delle coste nazionali ed europee, rappresenta un modello poco rispondente alla tendenza, alla necessità e alle aspettative ormai sempre più radicate, di un turismo balneare ed una fruizione del mare libera e compatibile ambientalmente, di un godimento delle visuali e del diritto di accesso in linea con i principi delle altre città italiane ed europee.

Le costruzioni presenti oggi sull’arenile, frutto di una edificazione che va dal 1930 al 1950 e dei successivi rimaneggiameti, nella maggioranza dei casi hanno prodotto una cubatura ampiamente esuberante rispetto agli indici imposti dalle norme attualmente in vigore per le zone N di P.R.G. con il risultato di far sparire completamente le prime strutture sostituite dalla successiva aggiunta di attrezzature, non certo dello stesso valore architettonico e di impedire ulteriormente quanto resta delle visulali occultate dalle recinzioni.

L’attuale viabilità del lungomare ha assunto caratteristiche autostradali più che di arteria per la fruizione del mare o di passegiata turistica (peraltro vanificata dall’imposibilità di vedere il mare), destinata a funzioni di raccordo tra Ostia Levante e Ponente e carente di quelle caratteristiche come piste ciclabili o alberature che sono tipiche di altre ben note località marine italiane ed estere.

La volontà dei Verdi della XIII Circoscrizione, nel rispetto e attuazione dei limiti e delle misure di salvaguardia imposti dalla legislazione nazionale e regionale, quanto più possibile spinte verso la tutela e la valorizzazione dell’ambiente e dei beni rappresentati dal mare e dal litorale romano, va nella direzione del ripristino delle precedenti situazioni ambientali dalle situazioni attuali di degrado, nonchè di salvaguardia e incremento della vegetazione tipica nell’ambito di una inderogabile necessità di incrementare la libertà di accesso all’arenile, la tutela delle visuali.

E’ necessario pertanto uniformare il più possibile le attrezzature balneari presenti soprattutto mediante riconversioni in grado di garantire l’offerta dei servizi effettivamente legati alla balneazione con l’utilizzo di materiali ecocompatibili, di minore impatto ambientale e con caratteristiche di precarietà nel rispetto delle finalità delle concessioni che legate ad una utilizzazione pubblica, invertendo la tendenza al mantenimento indicriminato, in futuro di strutture pesanti in cemento o muratura .

I Verdi si battono affinchè il territorio oggi vincolato a nostra disposizione sia tutelato il più possibile da mutamenti trasformazioni e utilizzazioni estranee alla natura e alla bellezza ereditata, per consentire di preservarlo per le generazioni future.