No Alla Cementificazione Di Stagni

febbraio 9, 2019. by

Prot.270/2000, del 4/12/2000

Oggetto: Comune di Roma, XIII Circoscrizione, adozione della variante di P.R.G. per il recupero urbanistico della zona denominata “Stagni di Ostia” (Dec. G.C. n. 115 del 4/8/2000). XIV Variante integrativa sostitutiva del II P.E.E.P., adozione del Piano di Zona B42 Stagni di Ostia ( Dec. G.C. n. 116 del 4/8/200).

PREMESSO

Che nel Comune di Roma, in territorio della XIII circoscrizione, insiste una zona denominata “Stagni di Ostia” con estensione di circa 280 ettari a prevalente destinazione H2, H3 di P.R.G. delimitata dal Canale dei Pescatori, dal Canale delle Acque Medie, da via del Fosso di Dragoncello.

Che le quote del terreno di tale zona, (residuo del più antico “Stagno di Ostia”) variano tra i -2,80 metri sotto il livello del mare tra il canale delle Acque medie e via Bazzini, i – 2,3 metri sotto il livello del mare a ridosso del canale Collettore Primario di Ponente e i -0,80 metri sotto il livello del mare di via Micali.

Che tale zona a seguito della bonifica ad opera della Cooperativa dei Ravennati iniziata intorno al 1884 e continuata sino al 1989 è stata oggetto sino agli anni 50 di intenso sfruttamento agricolo nel rispetto delle vocazioni naturali del terreno e delle opere di raccolta e messa a regime delle acque di falda e piovane sino ad allora padrone assolute della zona in oggetto.

Che a seguito di tale messa a regime delle acque furono realizzati i canali delle acque basse e la rete di canalizzazione secondaria che a questi si congiunge per sfociare nel collettore delle Idrovore dove le acque venivano innalzate fino alla quota della rete delle acque alte per essere convogliate poi a mare attraverso il Canale dello Stagno.

Che proprio a causa di tali caratteristiche, “Stagni” era stata da sempre “risparmiata” da interessi dei costruttori edilizi o da progetti urbanistici del Comune di Roma, in considerazione dell’alto rischio idraulico e della scarsa consistenza e permeabilità del terreno.

Che solo intorno agli anni 60 fecero la comparsa le prime costruzioni ad uso abitativo spontaneo innescate da alcune lottizzazioni abusive e dalla relativa frammentazione delle proprietà ereditate dallo scioglimento della Cooperativa dei Ravennati.

Che il fenomeno di tali costruzioni abusive a causa della totale assenza di vigilanza urbanistica da parte del Comune di Roma è continuato e aumentato sino agli anni 80 trasformando l’intero comprensorio in una città abusiva “spontanea” costituita da abitazioni realizzate senza alcun criterio di uniformità architettonica né urbanistica, rispondendo semplicemente alle esigenze abitative ed economiche dei proprietari dei lotti.

Che a causa di tale edificazione sono state compromesse idraulicamente le canalizzazioni secondarie necessarie a far confluire le acque nei canali principali di raccolta, con la conseguente ulteriore impermeabilizzazione del suolo la disgregazione del sistema del regime delle acque stesse, studiato e realizzato per scopi agricoli.

Che frequenti sono stati gli episodi di allagamento e rischio per la popolazione a causa della difficoltà nello smaltimento delle acque e della velocizzazione del loro deflusso ai canali dovuta alla diminuzione del potere di assorbimento dei terreni costruiti, come dimostra l’episodio del 1988, in cui l’intero comprensorio fu invaso da circa un metro di acqua. (vedi doc. allegata)

Che tali fenomeni possono ripetersi in caso di piogge prolungate e di mareggiate che impediscano il deflusso delle acque del Canale dello Stagno e la conseguente difficoltà di immettere le acque basse nel collettore delle alte.

Che la sicurezza degli attuali abitanti e agricoltori sono garantite solo ed esclusivamente dalla rete dei canali e dalle idrovore del Consorzio di Bonifica Tevere e Agro Romano che mantengono sotto il livello di guardia le acque basse per smaltirle attraverso dette idrovore garantendo un uniforme regime idraulico.

Che per la totalità delle costruzione abusivamente realizzate è stata presentata dai proprietari richiesta di concessione in sanatoria ai sensi della legge 47/85 in entrambi i condoni edilizi del 1985 e del 1994.

Che attualmente il nucleo abusivo di Stagni di Ostia è costituito da circa 2000 abitanti e circa 270.000 metri cubi di edilizia spontanea situati su un area di circa 80 ettari di terreno agricolo per la quasi totalità ampiamente sotto il livello del mare.

Che a seguito dell’individuazione di tali nuclei di edilizia abusiva, avvenuta con l’adozione della “Variante delle Certezze” (Del. C.C. n.92 del 29/5/97) ai sensi della Legge 662/96 art.2 comma 54, è stato inserito al numero progressivo 23 il nucleo 13.2 “Stagni di Ostia”.

Che con le proposte di deliberazione di cui all’oggetto il Comune di Roma intende attuare nella zona denominata Stagni di Ostia un intervento integrato tra edilizia convenzionata, conservazione, completamento e nuova edificazione per complessivi 7000 abitanti e circa 700.000 mc su una superficie totale di oltre 140 ettari a prevalenza H2 e H3 di P.R.G.

Che le risorse previste per l’intervento sono di circa 90 miliardi per il recupero del Nucleo abusivo e 23 miliardi per l’edilizia convenzionata B42 al fine di realizzare i servizi e gli standard previsti.

CONSTATATO

Che l’intervento del comune di Roma porterà almeno 4000 nuovi abitanti e ulteriori 400.000. mc oltre gli esistenti, in una zona ad alto rischio idrogeologico anche in considerazione dei recenti e gravi disastri idrogeologici avvenuti in altre zone della nazione e delle conseguenze in danni economici e ambientali oltre che di sicurezza della popolazione, che tali inconvenienti comportano.

Che la viabilità attuale non potrà sopportare l’ulteriore carico alla già critica e collassata situazione rappresentata dalle uniche possibilità di accesso quali via dei Pescatori con carreggiata di circa 5 metri e dalla via Ostiense attraverso il nodo di Ostia Antica e il sottopasso ad altezza ridotta di via del Fosso di Dragoncello.

Che i numerosi nuclei di zone “O” di P.R.G.- ancora oggi attendono l’approvazione dei relativi Piani Particolareggiati e le opere e servizi pubblici inerenti l’attuazione dei Piani approvati.

Che il fabbisogno dell’intera XIII Circoscrizione di investimenti di manutenzione ordinaria e straordinaria relativi alla viabilità, all’edilizia residenziale e scolastica, ai servizi pubblici di quartiere specie nelle zone storiche “non abusive” in cui i cittadini hanno acquistato le abitazioni a prezzi di “mercato”, pagando per intero le relative tassazioni, hanno costruito pagando per intero e a prezzi di libero mercato i terreni e i relativi oneri di concessione dovuti al sensi della Legge 10/77, hanno pagato e pagano le relative imposte sulla casa, dovrebbe indirizzare gli investimenti del comune di Roma in una più equa ripartizione delle risorse disponibili.

Che le motivazione in premessa alle due proposte di deliberazione di cui all’oggetto che si allegano in copia, alla base dell’intervento integrato di edilizia convenzionate e recupero urbanistico di Stagni di Ostia, lasciano intendere che tale intervento è “necessario per arginare il fenomeno dell’abusivismo edilizio”.

Che la relazione geologica allegata alla deliberazione (in contrasto con la carta tecnica regionale 1:10.000 che si allega in copia e ai numerosi casi di costruzioni che hanno subito movimenti e abbassamenti a causa della scarsa consistenza del terreno) asserisce che:

Cap.1 Premessa