Islamismo Non Vuol Dire Islam

febbraio 15, 2019. by

Non avrei mai voluto scrivere queste righe: sull’altro versante

dell’Atlantico, la vita di migliaia di persone è stata falciata. La giornata

che cambierà i destini del mondo sembra aver congelato la storia come se

fossimo entrati in una specie di era glaciale dove tutto è buio, dove un

gran freddo ci obbliga a pensare solo a noi stessi. Da oltre vent’anni, come

nella trama di un film di suspence, va crescendo un’immensa paura.

Dopo l’Iran, la guerra del Golfo, l’affare Rushdie, l’Algeria, che lo si

voglia o no l’Islam torna al centro della questione. Michel Foucault già nel

1978 osservava in un’intervista al Nouvel Observateur: «La questione

dell’Islam come forza politica è una questione essenziale per la nostra

epoca e per molti anni a venire. La prima condizione per trattarla con un

minimo d’intelligenza è di non cominciare mettendovi odio».

L’atto di guerra dell’11 settembre contiene un enorme rischio, quasi una

trappola; se ne viene confermata la matrice islamica, si può prevedere il

radicarsi nell’opinione pubblica dell’idea di un’incompatibilità essenziale

fra mondo islamico e Occidente, in altre parole del radicarsi

dell’islamofobia, che, come attestano tutti gli indicatori sul razzismo, è

già in crescita. Le popolazioni immigrate di origine musulmana, installate

da oltre una generazione in numerosi paesi occidentali, sono le più esposte

in questa trappola dell’odio, e bisogna fare di tutto per evitarla.

Negli ultimi vent’anni un meccanismo perverso ci ha impedito di operare una

distinzione razionale e pertinente fra Islam e islamismo, che impedirebbe di

scivolare verso la xenofobia. Il risultato di queste serie di violenze e di

attentati che scandiscono le manifestazioni dell’Islam politico consolida

nell’opinione pubblica l’idea erronea che nell’Islam è il politico che

definisce la religione e non la religione che definisce il politico. Per

capire correttamente il fenomeno, va osservato che l’Islam politico è il

risultato di una costruzione intellettuale e di una serie di mutamenti che

negli ultimi settant’anni hanno interessato le società musulmane. Tutti gli

esperti sanno bene che l’islamismo esiste realmente in quanto categoria di

produzione del politico, che c’è stata una rivoluzione islamica in Iran e

che in vari paesi alcune formazioni politiche si mobilitano per costruire

uno stato islamico.