L’energia Eolica A Gonfie Vele

gennaio 3, 2019. by

Sebbene il petrolio, e in genere i combustibili fossili, restino la

principale fonte di energia nel mondo, per Brown queste linee di tendenza

sono inequivocabili: la produzione di energia va ormai verso le nuove

frontiere delle energie rinnovabili, e la nuovissima frontiera dell’idrogeno.

Certo, la parte delle energie rinovabili nella produzione mondiale è così

bassa (attorno al 2%, secondo l’annuario del 2000 dell’International

Energy Agency) che si fa presto ad aumentare di cinque volte. Eppure, il

trend è importante. Un megawatt di energia eolica basta a soddisfare il

bisogno di energia elettrica di 350 famiglie in un paese industrializzato,

all’incirca mille persone. Dunque, fa notare Brown, i 23.300 megawatt

installati bastano a una popolazione di 23 milioni: come Danimarca,

Finlandia, Norvegia e Svezia messe insieme.

Gran parte di quei 23mila megawatt eolici installati sono in Germania

(8.000 megawatt, un terzo del totale). Gli Stati uniti vengono al secondo

posto (4.150 megawatt), la Spagna al terzo (3.300): e questi tre paesi,

nello stesso ordine, sono al primo posto nell’aumento registrato

nell’ultimo anno. La Danimarca è al quarto posto, in cifre assolute (2.500

megawatt), ma è anche il paese che più si è affidato a questa fonte

d’energia (il 18% della sua elettricità è di origine eolica).

Un motivo di ottimismo è che i costi di produzione del kilowattora eolico

sono diminuiti. Negli Stati uniti, produrre un kilowattora dal vento

costava 35 centesimi di dollaro a metà degli anni ’80 e ne costava 4 nel

2001 (e alcuni contratti di fornitura a lungo termine sono stati firmati

di recente per 3 cents). La California è lo stato pioniere, ma nuove

centrali sono entrate in produzione in Colorado, Iowa, Kansas, Minnesota,

new York, Oregon, Pennsylvania, Texas, Washington e Wyoming.

Mentre altri settori ad alta tecnologia hanno visto crollare vendite e

valori azionari nell’ultimo anno, la danese Nordex, uno dei maggiori

costruttori di turbine a vento, ha registrato un aumento del turnover del

19% nei primi 9 mesi del 2001, e le nuove ordinazioni sono aumentate del

56%. L’Associazione europea dell’Energia eolica (European Wind Energy

Association) di recente ha rivisto le sue proiezioni per l’Europa da qui

al 2010: ora prevede per quella data 60mila megawatt installati, non

40.000. L’avanguardia europea sono i paesi scandinavi, e in genere tutto

il “fronte del nord”, dalla Germania alle isole britanniche alla Francia.

Parigi, che fino a poco tempo fa aveva ignorato l’energia del vento, un

anno fa ha annunciato piani per installare 5.000 megawatt di capacità

eolica in questo decennio. Nell’aprile 2001 il Regno unito ha venduto

diritti per sfruttare siti eolici off-shore per 1.500 megawatt (ad aziende

private, tra cui Shell Oil).

Non è facile fare previsioni future in un settore tutto sommato nuovo: ma

Brown fa notare che quando un paese ha sviluppato 100 megawatt di capacità

eolica tende ad accelerare. I primi a superare quella soglia sono stati

gli Stati uniti (nel 1983), poi la Danimarca nell’87, poi la Germania, poi

l’India, la Spagna… Oggi sedici paesi hanno passato quella “soglia” e

sono entrati nella fase della crescita rapida. E l’elettricità a basso

costo dal vento offre l’opportunità di abbassare i costi della produzione

di idrogeno (da elettrolisi dell’acqua), cioè il combustibile ideale per

le celle a combustibile che ormai molti considerano l’opzione energetica a

lungo termine. Abbondante, inesauribile, a basso costo…

gruppo consiglio regionale verdi-toscana democratica