Il Vento Del Nuovo

gennaio 3, 2019. by

Ma poi c’è un secondo e più complesso e cruciale problema, ed è quello di

far crescere un’altra sinistra, in sintonia con quello che hanno espresso i

movimenti di questi ultimi anni e che qui a Porto Alegre sta discutendo di

sè e del mondo, dopo Seattle, e Genova, e dopo che i suoi temi hanno

profondamente permeato il dibattito, la ricerca politica e culturale e

molte esperienze sociali e civiche recenti. Nelle forze politiche, invece,

questi temi, questa sensibilità e anche questi metodi, queste forme di

lotta stesse – reticolari, orizzontali, coordinate, on line e “faccia a

faccia”, capaci di responsabilità anche di governo, soprattutto locale, ma

anche di azione diretta e di disobbedienza civile, intensamente politiche

ma consapevoli del valore assoluto della dimensione culturale e sociale

dell’impegno e della riflessione, di moltitudini, cioè di forza e coscienza

collettiva, e di singolarità, cioè di individualità e perfino di solitudini

consapevoli e fiere di sè – nelle forze politiche e nei partiti, dicevamo,

tutto ciò stenta a passare.

Certo, in Rifondazione Comunista, nei nuovi Verdi, in parte dei Comunisti

Italiani, in certe componenti della sinistra riformista e perfino in aree

della Margherita, in settori del sindacato e in vaste componenti del mondo

cattolico, c’è attenzione e anche volontà di lasciarsi coinvolgere e

cambiare da questo vento che spira, a cominciare dal suo messaggio più

radicale e irrinunciabile: l’abbandono di “ogni logica bellicista” che, di

fronte ai conflitti del mondo contemporaneo, consideri la guerra

ineluttabile, come hanno scritto nel loro documento finale gli

amministratori locali riuniti qui a Porto Alegre.

Ma serve uno scarto maggiore, e soprattutto l’abbandono di vecchie ottiche

e vecchie forme che, al massimo, possono essere utili a una transizione

verso novità davvero feconde. L’Ulivo è finito, allora, e bisognerebbe

dirlo. Questo può aprire anche alle forze che gli hanno dato vita una

stagione migliore, più capace di sopportare le barzellette (brutte) e gli

incubi di questa notte disgustosa e inquietante e di preparare con più

fiducia ed energia giorni migliori per tutti.

Gianfranco Bettin è vice presidente dei Verdi italiani

Beppe Caccia è assessore a Venezia

gruppo consiglio regionale verdi-toscana democratica