Elettrosmog, Una Scatola Nera Ci Proteggera’

gennaio 22, 2019. by

da Il resto del Carlino – 11 luglio 2000 pag. 7 cronaca

BOLOGNA – Sta comodamente nel palmo di una mano e ha un aspetto alquanto insignificante, ma e’ in grado di monitorare in continuo le emissioni elettromagnetiche e, volendo, di trasmettere i dati anche via Internet. E’ la scatola nera per il controllo delle stazioni radio base della telefonia mobile a cui si affidano i comitati antielettrosmog per la loro battaglia contro i danni da inquinamento elettromagnetico. L’apparecchio, di metallo e con una uscita per computer, e’ frutto di un’idea concepita all’interno del Coordinamento dei comitati bolognesi da Gabriele Pieralli, che per il controllo dei ripetitori cellulari ha pensato di sfruttare lo stesso software che i gestori utilizzano per farli funzionare. Una trovata semplice ma brillante, che due esperti del calibro di Sandro Fabbri (direttore della sezione Arpa di Piacenza) e Gabriele Falciasecca (direttore del Dipartimento di elettronica dell’Universita’ di Bologna) hanno prima «fatto marciare» e poi illustrato, ieri mattina a Piacenza, ai rappresentanti di Tim, Wind, Omnitel e Blu. Con un primo importante risultato, i gestori sono disponibili a sperimentare il sistema. «Sono venuti fuori alcuni problemi tecnici da risolvere – dice Falciasecca – ma i quattro gestori hanno comunque dimostrato una grande disponibilita’ a realizzare un apparecchio di questo tipo nel piu’ breve tempo possibile». «Adesso si trattera’ -continua il direttore del Deis -di verificarne il funzionamento con le aziende che costruiscono gli impianti. Il meccanismo si inserisce infatti all’interno delle antenne e quindi bisogna essere certi che oltre a svolgere correttamente il suo compito non impedisca alle apparecchiature di funzionare». Ma quali sono vantaggi di questa scatola nera? Innumerevoli, a sentire Pieralli. Il sistema consentirebbe infatti il monitoraggio continuo delle potenze e delle emissioni di ogni singola srb (sia a 900 che a 1800 mhz) e con le opportune modifiche potrebbe essere usato anche per il controllo dei ripetitori televisivi e dei ponti radio. I dati, rilevati in tempo reale, resterebbero memorizzati nella scatola a disposizione dei tecnici per mesi e il sistema sarebbe anche in grado di trasmetterli ad un apposito centro o, volendo, di renderli pubblici tramite Internet. E poi, da non trascurare, i bassi costi. Nella foto: l’apparecchio in mano a uno dei suoi costruttori.